Volta di cera

Castello Neuschwanstein a Fussen (Germania)
Castello Neuschwanstein a Fussen (Germania)

C'era una volta una volta di cera,

dovete scusarmi per il gioco di parole, ma proprio di cera era la volta.

Quella volta si trovava in un bellissimo castello, tutti gli abitanti andavano in pellegrinaggio per vedere la volta e stupiti, col naso all'insù esclamavano: "Che bella volta questa volta", ed in tutto il paese delle candele non si parlava d'altro.

Anche gli abitanti, quando raramente varcavano i confini, venivano fermati dalla gente del posto e veniva loro chiesto di raccontare di questa meraviglia architettonica.

Ma un giorno, un uomo potente e cattivo, costruì un castello grande e bellissimo, il suo assillo era di far si che in tutto il mondo non si parlasse d'altro. Immaginatevi la delusione quando si accorse che, malgrado i suoi sforzi, le persone non facevano altro che parlare della volta di cera del castello delle candele.

Il re inizio' allora a rapinare tutti i forestieri per pagare i continui abbellimenti al suo castello, compro' oggetti stupendi e mobili raffinati per arredare il suo maniero, ma la gente continuava a parlare della volta di cera come dell'ottava meraviglia, la piu' bella del mondo.

In compenso come unico risultato il re ottenne che nessun forestiero passasse piu' dalle sue terre, impoverendo cosi' i commerci ed i suoi abitanti.

Il paese divenne cosi' triste e desolato, senza nessun commerciante o viaggiatore, ed il re viveva sempre più isolato nel suo bellissimo castello.

Un bel giorno, o forse sarebbe meglio dire un brutto giorno, il re cattivo, che nel frattempo era diventato cattivissimo, riunì il suo esercito e decise di far guerra al paese delle candele per conquistare e distruggere il castello e rubare la volta di cera, il suo obbiettivo era quello di portare quella parte dell'edificio fino al suo castello, in modo che da allora in poi tutto il mondo avrebbe parlato finalmente del suo castello come del piu' bello di tutti i tempi, ma ciò non gli bastava avrebbe distrutto completamente il paese delle candele come punizione per avere osato, a suo dire era una colpa gravissima, realizzare un opera che, lui, non era mai in vita sua riuscito ad eguagliare.

Gli abitanti del suo regno appena vennero convocati per la creazione di questo possente esercito avvisarono il vicino regno delle candele. Molti di loro erano in passato stati ospiti di quel paese, alcuni proprio per poter ammirare il castello e la sua volta di cera e non sopportavano l'idea che una simile opera d'arte potesse cadere in mano al loro tiranno.

Gli abitanti del paese delle candele caddero in preda al terrore, erano uomini e donne pacifici, non avevano mai fatto male a nessuno, anzi spesso si adoperavano per aiutare chi fosse in difficoltà.

Passavano le settimane ed il re cattivo vedeva crescere il suo esercito, enorme e potente come mai nessuno prima. Nel frattempo nel paese delle candele non si sapeva piu' cosa fare per correre ai ripari.

Un giorno grigio e freddo il re ritenne che il suo esercito fosse abbastanza grande e potente per partire verso la guerra.

Riunì i suoi capitani ed ordinò loro di partire alla volta della volta.

Non tutti gli ufficiali erano contenti di partire per arrecare danno ad un paese che mai nella sua storia aveva dimostrato intenzioni aggressive o anche solo ostilità verso di loro, ma tutti temevano per la loro vita se avessero rifiutato di eseguire gli ordini e partirono tristi e sconsolati.

L'esercito parti' con i suoi grandi cannoni e nessuno si permise di contrastarne l'avanzata, chiunque incontrasse i soldati fuggiva, quando dopo alcuni giorni di marcia arrivo' ai confini del paese delle candele lo trovo' deserto, le candele erano ancora accese sui davanzali delle case (anch'esse fatte di cera), ma degli abitanti non vi era traccia.

I capitani a malincuore avanzarono ed entrarono nel territorio nemico, se di nemico si puo' parlare.

Subito si accorsero che il resto del tragitto sarebbe stato difficile, perche' anche le strade erano fatte di cera ed il peso dei cannoni e la marcia dei pesanti stivali che i soldati portavano distruggevano il manto stradale facendo rischiare a uomini ed armi di cadere dalle sponde nei campi.

Spesso trascorrevano intere giornate a liberare i grandi cannoni dal pantano di cera in cui restavano imprigionati. A poco a poco i capitani che erano contrari all'impresa si fecero coraggio, forse perche' la distanza tra loro ed il re cattivo era cresciuta, e cercarono di convincere anche gli altri a rinunciare a quell'impresa cattiva ed ingiusta. Alcuni si lasciarono convincere ed altri invece no. Un bel giorno tutti i capitani che non erano d'accordo con l'impresa disertarono e si unirono alla gente che scappava nelle campagne e con loro diserto' parte dell'esercito che abbandono' sul posto anche le armi ed i pesanti stivali per fuggire con piu' facilita' con scarpe leggere ed adatte a camminare sulla cera che nel frattempo si era costruiti di nascosto osservando quelle che portavano gli abitanti del luogo.

Per la precisione restarono solamente due capitani, uno di loro era assai cattivo, quasi come li re, l'altro era buono e giusto, ma aveva giurato fedeltà al re cattivo e non voleva in alcun modo mancare alla parola data.

Un bel giorno giunsero in vista del castello di cera, era bellissimo anche da distante, ma era circondato da alte mura, i capitani diedero allora ordine di far fuoco con i cannoni ed i colpi ebbero ben presto ragione delle soffici mura di cera.

Entrarono nel castello, tutti gli abitanti avevano gia' abbandonato l'edificio e le stanze erano deserte. Nella grande sala trovarono la volta di cera, era bellissima, mille erano i colori delle candele che erano state fuse per realizzarla, la sua superficie era liscia e compatta, i capitani ed i soldati che li avevano accompagnati restarono diversi minuti a bocca aperta nel contemplare lo spettacolo delle tonalita' che si intrecciavano salendo per poi scendere tra mille riflessi diversi, accentuate dalla luce del sole che entrava nella stanza dalle grandi vetrate. Le dimensioni stesse della volta erano gigantesche, avrebbe potuto contenere tranquillamente tutto il castello del loro regno.

A questo punto i due capitani si trovarono a discutere sul da farsi.

Il primo, il più crudele, voleva eseguire alla lettera gli ordini del re, asportare la volta dall'edificio, ed in più voleva distruggere quanto restava del castello. Il secondo voleva limitarsi a portare via quanto gli era stato ordinato. Per rientrare a casa al piu' presto senza arrecare altri danni a quell'edificio che era in ogni caso stupendo anche nelle altre sue parti, dopo tutto, affermava, abbiamo arrecato notevoli danni a tutte le strade che abbiamo percorso devastandole con il peso delle nostre armi.

In piu' nasceva il problema di come trasportare via l'opera da quel luogo.

Dopo settimane di lavori intesi i militari riuscirono a tagliare in pezzi piu' piccoli la volta, numerandoli in modo da rimetterli insieme quando fossero giunti a destinazione.

Prima di partire il Capitano piu' cattivo disse all'altro di partire pure con i carri che trasportavano il bottino, lui si sarebbe fermato con alcuni soldati ed i cannoni per distruggere il castello.

Dopo mille disavventure il buon capitano rientrò al castello, il re cattivo attendeva con ansia il bottino e mise subito all'opera i suoi artigiani per ricomporre la volta, una volta ricostruita avrebbe fatto edificare intorno a lei un immenso salone per le feste.

Ma appena gli artigiani iniziarono a scaldare i blocchi di cera per ricomporli, questi si sciolsero e si divisero in tutti i loro colori.

All'interno di uno dei blocchi trovarono una pergamena con la scritta "Solo l'amore può tenere uniti tanti colori diversi, l'odio e la forza non possono neppure immaginare di creare opere di rara bellezza, arrecheranno solo distruzione", improvvisamente la terra tremo' e le mura del castello cedettero seppellendo tutti, contemporaneamente a mille miglia di distanza l'esercito che cercava di distruggere il castello veniva sommerso dalla cera bollente che si scioglieva per l'incendio provocato dai colpi di cannone.

Da quel giorno i due popoli, uno libero dal re cattivo, che era rimasto intrappolato nel suo maniero durante il crollo, ed il popolo delle candele, vissero insieme felici e contenti.

E gli artisti della cera insegnarono a quelli della pietra come realizzare con l'amore opere di grande bellezza che ancora oggi si possono ammirare.

Mai più nessuno pote' pero' ricreare la volta di cera, l'amore infatti puo' creare opere bellissime, ma non sempre può rifare ciò che l'odio ha distrutto.

 

 

 

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Residenz a Monaco di Baviera (Germania)
Residenz a Monaco di Baviera (Germania)