Il sole tra i capelli

In una mattina di primavera, proprio mentre l'usignolo cantava la sua gioia di vivere, Principessa si svegliò. Era una bimba assai graziosa, amava la vita e tutto quello che essa poteva riservarle.

Appena alzata, il suo primo pensiero fu rivolto a quel giorno speciale, erano anni che un desiderio la accompagnava.

Desiderava conoscere una fata. Ma non una fata qualunque, la fata del sole, già perché, dovete sapere, che nel mondo di Principessa tutte le manifestazioni della natura erano scandite dall'operato di mille laboriose fanciulle.

La fata del sole, ad esempio, si preoccupava di far sorgere quella splendida stella ogni mattina. L’accompagnava lungo tutto il suo tragitto, fino a quando non si tuffava nelle splendenti acque del mare o tra le montagne innevate.

D'altro canto, la fatina delle nubi, assai premurosa, aveva il compito di nascondere la terra allo sguardo bruciante del sole, ogniqualvolta l'eccesso di luce o calore potesse danneggiare gli abitanti di quella terra o le loro coltivazioni.

Per non parlare della fata delle acque, ella si prendeva cura di ogni singola goccia di liquido presente sul pianeta, era sicuramente la fatina più indaffarata. Ciascuna di esse compiva con amore il proprio compito, consapevole dell'utilità che esso rivestiva per tutti.

Torniamo però al nostro racconto, la fatina del sole si chiamava Fiammetta, fin da piccola, come tutte le fate, sapeva che da grande si sarebbe dovuta occupare di un evento naturale. Crescendo, aveva dimostrato una incredibile passione per la luce, amava tutte le cose luminose e detestava l'oscurità. Tutto ciò non aveva mancato di creare qualche problema tra lei e Ombretta, la fata della notte.

Le due fatine erano assai amiche e si volevano un gran bene, ma, non tollerando Ombretta le fonti luminose troppo intense, potevano giocare assai di rado assieme e si limitavano a scriversi poesie che si scambiavano ogni volta che si incontravano.

I loro incontri avvenivano con regolarità, in occasione dell'alba e del tramonto, quando Ombretta sbucava alle spalle del sole, non appena questi aveva lasciato l’orizzonte incendiando il cielo o quando l’aurora, anticipando il sorger del sole, concedeva alle due amiche alcuni istanti.

Ad ogni incontro le due fanciulle si scambiavano racconti e descrivevano ciò che avevano veduto durante i loro lunghissimi tragitti.

Bisogna però dire che, dopo tanti e tanti anni, il lavoro di Fiammetta era divenuto assai monotono. Ogni mattina si svegliava, accudiva la stella più luminosa, l'accompagnava fino all'orizzonte e si sincerava che non si incantasse ad osservare le cose belle del mondo, ma proseguisse nel suo tragitto, rispettando le leggi del creato.

Quel giorno, Principessa era certa che avrebbe conosciuto la fata del Sole, non sapeva perché, ma questo presentimento l'accompagnava dal risveglio.

La bimba, dopo aver fatto colazione e chiesto il permesso a mamma e papà, uscì in giardino. Strizzando gli occhi per non danneggiarli, osservò il cielo e vide che nessuna nube l'oscurava. Evidentemente Nuvolina, la fatina delle nubi, aveva ritenuto che un po’ di sole avrebbe fatto bene alla terra ed ai suoi abitanti.

La luce intensa disegnava ombre decise sul prato trasformando, come per gioco, il grande platano in un mazzo di fiori nella fantasia di Principessa.

La mattinata trascorse per lei tra differenti giochi, da sola e con le amiche.

Giunto mezzogiorno, obbedendo al richiamo di sua madre, tornò in casa a pranzare. Il pomeriggio trascorse facendo i compiti e studiando.

Principessa dopo un po' si sentiva stanca. Pur amando lo studio, come tutti i bambini, preferiva di gran lunga il gioco e dopo alcune ore finiva con l'annoiarsi.

Quel giorno le pareva non finire mai. Ogni tanto guardando fuori dalla finestra vedeva il sole ancora alto. Evidentemente la noia stava allungando a dismisura la giornata.

Avendo fatto tutti i compiti e studiato a memoria le poesie che la maestra aveva assegnato a scuola, la bimba decise di chiedere il permesso a sua madre di uscire a giocare ancora un poco.

La mamma di Principessa sapeva quanto sua figlia fosse giudiziosa e non ebbe alcuna esitazione nel acconsentire.

Il sole era fisso nel cielo ed il tempo sembrava non trascorrere, dopo un po' di tempo Principessa incominciò a preoccuparsi, se anche giocando il tempo sembrava non trascorrere doveva esser successo qualche cosa di strano.

Provò allora ad ingegnarsi e ripeté dieci volte una poesia che tanto amava, sapeva esattamente quanto tempo le occorresse a dire la poesia, perché in passato, alla recita annuale, quella stessa poesia era stata utilizzata per scandire il ritmo della recita.

Il sole era ancora immobile nel cielo. Ora non aveva più alcun dubbio, stava accadendo qualche cosa di strano.

Provò ad avvisare sua madre, che però era come sempre assai indaffarata nelle faccende domestiche. Allora corse alla fonte della luna e pregò che la fatina l'ascoltasse, ma Fiammetta dormiva profondamente e non poteva udirla.

Ciò che era accaduto poteva trasformarsi in un disastro. Il sole, senza Fiammetta che lo controllasse, si era incantato ad osservare un paesaggio stupendo e non si rendeva conto che, con lui fermo immobile nel cielo, il tempo non poteva trascorrere.

Principessa era disperata, ma pensò che forse Ombretta avrebbe potuto fare qualche cosa, pregò intensamente che la fata della notte potesse ascoltarla e così fu.

Ombretta, comprese subito che la catastrofe era imminente, malgrado ciò non poteva mostrarsi alla piena luce del sole, ne sarebbe morta.

Chiese così aiuto alla fata delle nuvole che, tempestivamente, nascose la terra alla luce del sole.

Giusto in tempo! Il calore stava incominciando a seccare il terreno e sciogliere i nevai.

Il sole, non riuscendo più a vedere nulla per via delle nubi, provò prima a dissolverle con il suo calore.

Nuvolina, d'altro canto non si arrese ed ispessì lo strato di nubi per impedire al sole di fare capolino.

Finalmente, arresosi all'evidenza del suo fallimento, il sole proseguì nel suo tragitto. Proprio allora Fiammetta si scosse dal suo sonno e si affrettò ad accompagnare l'astro fino al suo giaciglio.

Al suo incontro con Ombretta quest’ultima le raccontò quanto fosse accaduto.

La mattina seguente Fiammetta si recò a visitare Principessa, voleva assolutamente ringraziarla.

"Tu hai salvato la terra, piccola mia!" le disse con un tono affettuoso.

"Ti ringrazierò come posso. Tu sai che io comando sul sole e, anche se è un discolaccio, egli obbedisce a qualunque mio comando.

Ora, io voglio e comando che un raggio di luce si perda nei tuoi capelli e non se ne possa più liberare. Esso ti renderà la più bella tra le fanciulle, ammirata da tutti. Uomini e donne si perderanno nell'osservarne le sue sfumature tra i tuoi capelli. Biondi e ramati, essi saranno una meraviglia che ti accompagnerà per sempre. Il loro colore sarà, per tutti, un mistero di bellezza e magia".

Da allora Principessa porta tra i suoi capelli, come segno di riconoscenza da parte di Fiammetta, un raggio di sole.

 

 

 

 

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